Come è nata l'idea di UNO.61 la pasta con la camicia trafilata in oro

Era il 2015 e l'Italia era nel pieno dei preparativi per Expo2015, la mia agenda scoppiava di cose da fare, appuntamenti da posticipare, team da organizzare e motivare.

La mattina iniziava sempre molto presto con una sessione di allenamento nel mio club di Padova vicino a Prato della Valle: SHOW CLUB

Il personal trainer mi chiese di dargli qualche nome di produttore di pasta perchè cominciava a non accontentarsi più della pasta che trovava comoda e conveniente in gdo.


Quale pasta comprare?

Per tanto tempo fu una domanda alla quale non riuscivo a rispondere.

In famiglia non eravamo fedeli ad un produttore rispetto ad un altro. Mano a mano che le mie figlie crescevano il consumo di pasta era maggiore. E iniziarono piano piano alcuni problemi legati a sintomi di celiachia e intolleranza.


Siamo della stessa pasta!

Io stesso cominci ad ascoltare di più alcuni segnali che il mio fisico mi lanciava: gonfiore, spossatezza, diarrea. Pensavo fossero legati allo stress, ai grossi carichi di lavoro e ad alcune pause pranzo frettolose. Mano a mano che indagavo, mi accorgevo che mi stavo avvicinando all'idea di dover rinunciare alla pasta.


Come si produce la pasta? Perchè si usa la trafila in bronzo? Quanto cucina la pasta? Come si distingue una buona pasta da una pasta mediocre?

Avevo raccolto i 10 motivi fondamentali per continuare a mangiare la pasta

Incomincia ad informarmi chi potesse darmi una mano, chi avesse a cuore la possibilità di produrre una pasta migliore, innovativa direi.

Trovai Raimondo Mendolia. Ne è nata una storia che ho raccontato qui



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